Gen 272018
 

Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. Le truppe liberatrici, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell’umanità: la Shoah. Dalla fine degli anni ’30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa sei milioni di ebrei. Assieme a loro subirono la deportazione e lo sterminio altri 6 milioni di persone: oppositori politici (comunisti, socialisti, anarchici, …)  prigionieri di guerra sovietici (2 milioni ), Testimoni di Geova, Zingari, Slavi, omosessuali e lesbiche, disabili e malati di mente.
“Meditate che questo è stato”, si legge in una poesia di Primo Levi.  Un verso che riflette tutto il valore e l’importanza della memoria, affinché non ci si rassegni all’orrore, affinché ciò che è stato non si ripeta.

Celebrare la Giornata della Memoria significa non essere indifferenti di fronte all’intolleranza e al razzismo che vediamo crescere nella nostra società, anche qui nel continente europeo che ha vissuto gli orrori del nazismo e del fascismo.

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri 
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e i visi amici:
considerate se questo è un uomo,
che lavora nel fango,
che non conosce pace,
che lotta per mezzo pane,
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna
senza capelli e senza nome,
senza più forza di ricordare,
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore,
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca
i vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi)

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